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Non si ha notizia del perché
subito dopo la fine della seconda guerra mondiale si sentì l’esigenza di
formare una Banda musicale, certo è che nell’autunno del 1945 il
Cardinale Nicola Canali portò a Quadrelli alcuni strumenti della Banda
Pontificia risalenti all’epoca di Papa Pio X e fece venire da Rieti il
Maestro Dino Fedri al quale affidò l’incarico di insegnare la musica ai
giovani del paese e dirigere la “Banda Parrocchiale” appena costituita.
Le prime esibizioni si
ebbero a Quadrelli e nei paesi vicini a cui seguirono, nel 1947, due
trasferte al seguito del Cardinal Canali ad Assisi e Cascia.
In questa prima parte della
sua storia la Banda continuò ad esibirsi fino alla metà degli anni ’50,
quando la partenza del Maestro Fedri e la scarsa applicazione dei
musicanti determinò la cessazione dell’attività.
Nel 1969 la passione di
alcuni strumentisti, che da ragazzini avevano fatto parte della “Banda
parrocchiale”, fu la molla che diede il via alla ricostituzione della
Banda che tornò ad esibirsi nella primavera del 1970. La nuova Banda fu
intitolata al maestro Dino Fedri, suo primo Maestro, scomparso
prematuramente durante il periodo di inattività.
Nel 1975 all’organico
strumentale fu affiancato un gruppo di majorettes che determinarono un
deciso cambio di rotta sia nel repertorio che nel modo di proporsi al
pubblico: era nata la “Banda Folkloristica “D. Fedri” di Quadrelli”.
Da allora è stato un
susseguirsi di grandi successi, che grazie alla tenacia ed alla
preparazione dei suoi componenti, hanno portato la Banda (arrivata ad
avere fino a 70 componenti tra strumentisti e majorettes) ad esibirsi in
molte manifestazioni anche a carattere nazionale come il Carnevale di
Viareggio e quello di Putignano, in trasmissioni televisive come il
Maurizio Costanzo Show ed ad affermarsi in concorsi a carattere
regionale e interregionale.
Dopo questo periodo di
attività durato circa 30 anni la Banda attualmente sta attraversando un
momento di difficoltà che l’ha costretta a sospendere le esibizioni
esterne limitandosi a partecipare con un ridotto organico strumentale
alle poche manifestazioni del paese, nella speranza di non far morire
questa storica istituzione e in attesa che la “passione” torni
prepotente a far sentire la sua voce.
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